Il volto sincero della vita



Abbiamo in dono un corpo ed una vita materiale, tuttavia, sono poche le persone consapevoli di questo.

Non ci sono istruzioni.

Nessuno ci insegna a riconoscere la paura, le emozioni, le memorie che il corpo, attraverso la memoria genetica, porta con sé.

Coloro che educano i nuovi arrivati sono stati anch’essi cresciuti in tal modo; il che vuol dire: educati “alla cieca”. Si seguono delle istruzioni per lo più restrittive che inducono il nuovo arrivato a chiudersi alla vita piuttosto che aprirsi e godere del mondo.

Siamo qua per godere.

La nuova consapevolezza significa cambiare la maniera di educare. Se un bambino non riconosce una determinata emozione, impara dall’adulto: si identifica.

Identificarsi significa credere e offrire potere alla paura, per esempio. Significa credere di valere nulla solo perché il genitore glielo ripete fin da piccolo. “Che cretino che sei?! Sei il solito – la solita- casinista!”

Da un punto di vista energetico queste parole creano una forma pensiero che si forma come attaccamento al corpo energetico del bambino.

Le pratiche spirituali servono a sciogliere quelle forme e riordinare il corpo dell'essere umano per far si che accada un alliniamento tra lo spirito, la mente ed il cuore. Ogni parola che pronunciamo, crea una forma seppur agli occhi dei più è invisibile.

Perché faccio spesso l’esempio del vento? Perché anch’esso agli occhi di molte persone è invisibile eppure, se scatenato, travolge intere abitazioni.

Le parole, i pensieri, gli stati d’animo, sono come schiaffi. Si impregnano nel corpo energetico del bambino che, involontariamente, le accresce attraverso i suoi pensieri. Ecco la nascita di un circolo.

I circoli sono vortici di pensiero e abitudini nei quali ognuno di noi casca sempre. Ricreiamo sempre lo stesso futuro, le stesse persone, le stesse situazioni fino a quando ci accorgiamo di essere “risucchiati” all’interno di un circolo.

Spezzare il circolo richiede amore ma anche coraggio che significa proprio: agire col cuore.

Insegnare ai bambini il sentire nel corpo le emozioni, le sensazioni e le abitudini fa sì che essi vivano tutto questo senza attaccarsi. Senza diventare quella forma.

Il senso di solitudine che permea in questo periodo storico l’essere umano, nasce proprio da questa abitudine di attaccarsi alle forme. “Senza di lei – lui – non posso vivere!! Se mi lasci soffrirò!” / “Grazie a lei – lui – io sono felice!”

Proviamo ad analizzare queste due frasi che tutti abbiamo pensato o detto perché fanno parte di questo stato di consapevolezza.

Le relazioni ci mostrano l’universo interiore. Ci aiutano a crescere e a conoscere noi stessi. Ecco che il partner mostra dentro di noi la felicità ma anche la sofferenza. Lui o lei non c’entrano nulla. Le persone che incontriamo mostrano ombre e luci dentro di noi. L’abitudine all’attaccamento alle forme ci muove nell’illusione che sia davvero colpa di quella persona. In realtà ciò che ci manca dell’altro è la sensazione che abbiamo provato stando con quella persona.

Allora la domanda che ci dobbiamo porre per una vera trasformazione è: “perché quando sono con lei – lui – apro il mio cuore e vivo l’amore? Perché quando lei – lui – mi lascia, chiudo il mio cuore e provo dolore?”

Si, facciamo tutto noi. Apriamo e chiudiamo le finestre dalla felicitò e tutto questo accade nell’inconsapevolezza.

Il nuovo stato di consapevolezza che nella nostra associazione promuoviamo, ti ricorda che il timone in mano lo hai TU.

Le pratiche spirituali ci aiutano ad aprirsi alla nuova consapevolezza.


Perché non ci rendiamo conto di “aprire e chiudere” le porte all’esistenza?

Perché fin da piccoli siamo stati educati alla chiusura. Allora non appena il suo sguardo incontra il nostro, appare anche solo per un istante l’antico ricordo del mondo spirituale, della dimensione autentica della coscienza.

Per abitudine cosa facciamo? Colleghiamo quella apertura a quella persona e ce ne innamoriamo follemente ignari che l’amore è la vita stessa!

La vita è amore.

Ecco la bellezza delle relazioni per coloro che camminano verso la nuova consapevolezza: conosciamo noi stessi. Nutriamo entrambi attraverso il conoscersi. Cresciamo insieme.


Se lei – lui mi lascia (o solo al pensiero che accada) provo una forte contrazione nel corpo, un dolore fortissimo.

Non potrai usare per sempre lui o lei come tappo per il tuo dolore”

“Ma è troppo forte! Più forte di me!!"

“Quando desideriamo salire sulla vetta di una montagna, lo facciamo passo dopo passo. Se corri ti stanchi, se vai troppo piano rimani indietro. Trova il tuo ritmo. Il primo passo è quello di dare a te stesso o a te stessa, l’occasione di incontrare quella forma di dolore attraverso una attenzione che non giudica e non desidera altro che stare nel presente. I primi passi sono quelli più importanti se fatti bene. Stare con la sensazione fisica di chiusura richiede coraggio, coraggio di amare se stessi. Possiamo raccontarcela ancora per un po' e credere che qualcuno la fuori possa… amarci. Come può essere possibile? La nostra natura è amore e questa rivelazione può accadere soltanto quando impariamo a stare con noi stessi e accogliere le sensazioni di chiusura. Esse risvegliano memorie infantili, tempi in cui non capivi e ti sei dovuta o dovuto adattare a questa cultura. Abbiamo abbandonato la verità di chi siamo per essere accolti, per essere amati. Durante la via spirituale molti esseri coraggiosi si guardano allo specchio, si osservano nei comportamenti e vedono il padre o la madre oppure i luoghi comuni della cultura nella quale sono cresciuti. Si accorgono di vivere la loro vita e di aver perso la propria traiettoria. Da quel momento inizia un percorso sincero."

 

LVS è una associazione che promuove la nuova consapevolezza. La nuova consapevolezza significa riscoprire il valore sincero della vita che è puro amore. Quando quella forma di dolore comincerà a mostrarti il suo volto sincero, allora il velo dell'illusione cadrà e il tuo viso sboccerà in una grande risata piena di gioia.




Siamo per mano, ricordalo.