Lì si ritrova la verità.
Ogni volta che vado in acqua, la ritrovo.
Ogni volta che la perdo, vado in acqua e la ritrovo.
AWA
CONSAPEVOLEZZA ATTRAVERSO L'ACQUA
L'acqua libera l'essere umano identificato nella sofferenza, dalla paura del vuoto.
Ci abitua ad un contatto profondo con noi stessi incontrando quel vuoto, per giungere all'origine.
Quando si cambia davvero, ci si dimentica della storia. E' un po' come riaprire gli occhi verso un mondo nuovo, come nascere in un nuovo corpo.
Poi qualche avvenimento, qualche circostanza particolare, ci aiuta a ricordare il miracolo di un cambiamento autentico.
Nel mio caso è successo quando il corpo di Marina Borruso ha ricevuto in dono l'ultimo respiro.
Qualche giorno prima ricevetti la telefonata del mio caro amico Alessandro che mi comunicava delle condizioni precarie della nostra amata maestra. Dopo poche ore mi trovavo a guidare lungo l'autostrada che dal Piemonte mi avrebbe portato presso l'ospedale di Terni. Giunto allo sbocciare del giorno, parcheggiai l'automobile e mi recai rapidamente nel reparto di terapia intensiva dove era stata ricoverata.
Marina mi chiese di leggergli una pagina a caso di Un Corso In Miracoli; così, quando ho aperto il libro che avevo tra le mani, il titolo che venne fuori fu: Devi scegliere il cielo.
Nei suoi occhi vidi una indecisione, lo sguardo chi desidera ancora portare avanti il suo lavoro. Mi parlò col poco fiato che aveva in corpo, della sua intenzione di iniziare un nuovo programma di "sformazione" di AWA e di come si sarebbe svolto l'anno per quanto riguardava i suoi insegnamenti.
Io la ascoltavo con amore e per tutto il tempo ci tenemmo per mano. La sua era fredda. Il suo corpo era freddo. Era evidente che era giunta l'ora per lei di lasciare il corpo ma una piccola parte diceva ancora di no.
Ricordo con affetto il nostro amore molto presente ed i nostri occhi incontrarsi in un saluto che non poteva voler parlare di tempo, di fine ed inizio... era soltanto il suo corpo giunto al termine.
QUALCHE ANNO FA...
Incontrai Marina nell'estate del 2016 quando attraverso una serie di vicissitudini molto particolari, capitai "per caso" in un grande evento spirituale del centro Italia. Ero in uno di quei momenti nel quale la vita ha perso ogni sapore e mi trovavo in uno stato di tormento ansioso divenuto oramai insostenibile. Il giorno e la notte avevano il sapore amaro del fallimento, della sofferenza. La sensazione era quella di soffocare, di sentirmi stretto in un mondo che non riconoscevo più mio.
Un antico ricordo di libertà affiorava durante il giorno come richiamo verso una nuova consapevolezza.
Durante quella manifestazione spirituale Marina presentava insieme alla sua squadra di Maestri di allora, AWA, la "pratica" in acqua da lei creata.
Per come ero strutturato mentalmente allora, quell'ambiente lo trovavo inusuale e imbarazzante, tuttavia la sofferenza era talmente appuntita dentro di me che avrei voluto provare qualunque cosa pur di uscirne. Non c'era più spazio nemmeno per lo scetticismo.
I nostri occhi si illuminarono attraverso un lampo gentile durante quell'incontro e per la prima volta nella mia vita mi sentivo davanti ad una persona che mi capiva. Che vedeva dietro le mille maschere che indossavo, chi ero davvero. Marina era oltre l'abbraccio fisico e parole di conforto. Starle semplicemente acconto ci si sentiva accolti, amati, abbracciati. Era sempre avanti di dieci passi a tutti quanti noi e, dopo la sua morte, non ho più incontrato un maestro che si avvicinasse minimamente al suo modo magistrale di insegnare. Marina riusciva a trascinare l'allievo nelle sue zone d'ombra inaspettatamente lasciandolo poi annaspare costretto a tirar fuori la forza interiore per attraversare quel che interiormente incontrava. Naturalmente lo faceva "su misura" a seconda della persona che aveva davanti ma era bravissima a creare trappole che mettevano in luce l'ego di tutti noi allievi. Riusciva a toccare l'ego dell'allievo offrendogli la libera scelta se osservare la "cacca" che emergeva con esso prendendo al volo un occasione di liberazione oppure identificarsi e nascondersi dietro scuse banali. Lei ti faceva capire subito se volevi davvero perseguire il sentiero spirituale oppure eri li a raccontartela.
Ricordo come cambiava il mio stato d'animo solamente guardandola oppure stando qualche minuto accanto a lei. Alcuni suoi insegnamenti sono arrivato a comprenderli molti anni dopo perchè il significato delle sue parole, seppur esposto in maniera semplice, parlava sempre ad un livello più profondo rispetto a quello comunemente usato da questo stato di coscienza.
Quel giorno Marina e i maestri d'acqua che aveva "sformato" (come spesso usava ironicamente affermare) facevano emergere in me un antico ricordo di famiglia totalmente diverso da quello imparato e vissuto precedentemente.
Vedevo in Lei quello che desideravo divenire.... Un essere libero, indipendente. Un essere che ha imparato ad amare e ad accogliere se stesso.
Prima di allora non avevo veramente idea di cosa significasse fare un percorso spirituale. Avevo letto libri, ascoltato "maestri" ma tutto era una idea, un: forse è vero! In quello sguardo ho sentito profondamente che "lei aveva quello che cercavo davvero".
LA PRIMA SESSIONE DI AWA
Quel giorno la mia prima esperienza in acqua non fu particolarmente piacevole. L'idea che avevo di bagno in piscina, prima di allora, era tutt'altra. Mai avrei pensato del potenziale trasformativo dell'acqua. Mentre per la maggior parte dei partecipanti fu illuminante e sorprendente, per me fu terrorizzante. Tuttavia, ebbi le prime risposte vedendo finalmente aprirsi il mio percorso. Sentivo che la vita aveva finalmente risposto alla mia richiesta di essere libero. Rispose indicandomi il mio percorso e l'essere che sarebbe stata la mia maestra per i prossimi 5 anni.
Quel giorno, durante la sessione in acqua, vidi le memorie che avrei col tempo pazientemente trasformato accorgendomi che in quelle settimane precedenti all'incontro con la mia maestra, si era semplicemente "riaperto" il dolore della incarnazione. Dolore che l'umanità sotterra dentro di se pur di non sentirlo e purificarlo. Dolore che se non osservato, crea conflitti, guerre, malattie e povertà.
Gli anni che seguirono assunsero la forma di una incredibile avventura. In acqua ebbi la fortuna di vedere trasformare la sofferenza, vivere esperienze aldilà dell'ordinario.
L'idea della vita che avevo si trasformò da povera ed insignificante ad una esistenza felice e sempre più piena. Come uscire da un'incantesimo e nascere davvero.
Non è stato per nulla facile; voglio essere onesto con te che leggi adesso.
E' stata ed è ancora necessaria molta intenzione.
Mi ero inoltre costruito una vasca con acqua calda per poter meditare tutte le notti in un garage/officina gelido di inverno e torrido d'estate. Ma per me non era importante. Sentivo, desideravo oltre ogni cosa di meditare nell'acqua! Quella vasca è ora disponibile per chiunque voglia meditare in acqua.
Volevo lavare via i tentacoli della paura che mi avvolgevano stringendomi da capo a piedi e vedere sciogliersi la sofferenza che l'acqua gentilmente purificava.
Quante volte avrei voluto scappare (ogni tanto l'ho fatto) per paura di vivere e sentire la morte che portavo appresso, il terrore di vivere che avevo dentro.
Non c'è altra uscita se non quella di attraversare la sofferenza e stare con il terrore.
Come diceva Marina: "Ognuno come può in quel momento" . Lontani da sforzi e doveri.
L'acqua trattiene le memorie di sofferenza e le purifica attraverso la terra nel suo eterno percorso di risalita e discesa nell'atmosfera.
Il suo passaggio di stato (congelato, liquido e vapore), racconta un pò della avventura spirituale.
Proprio come la luce del sole scioglie l'acqua la dove si è congelata, la luce della nostra attenzione scioglie le densità energetiche nel nostro corpo.
Quel giorno, mentre uscivo dal reparto avrei voluto voltarmi, correre verso di lei e portarla via da quel luogo... cercare in qualche modo di salvarla. Non ci potevo credere! Non ci volevo credere. Sapevo però anche che era finito il suo momento in quel corpo e tutto questo processo andava permesso.
Durante il viaggio di ritorno, presi coscienza del cambiamento che avevo vissuto negli anni grazie a quella donna. L'insegnamento suo più grande è stato: l'onesta.
Scegliere la verità in ogni momento anche se questo può richiedere coraggio. Quel momento richiedeva a me stesso proprio questo.
Marina è stata l'ispirazione per aprire questa associazione che in realtà è un proseguo di un insegnamento spirituale che lei stessa ha iniziato.
Un nuovo sentiero che custodisco e contribuisco a far nascere. E' come disegnare un opera su di una tela.
Credo che questo sia l'unico modo possibile per descrivere AWA: attraverso la condivisione di una esperienza di vita vissuta. Così come me ci sono decine di persone che sono grate a Marina per aver riscoperto il valore trasformativo dell'acqua. Grate a tutti gli esseri che hanno scelto la strada del servizio. L'unica davvero che conta e che vale la pena intraprendere.
Come La Via Spirituale, AWA non si può descrivere in parole.
Le parole creerebbero idee, falsi miti, religioni, forme che non centrano nulla con la verità.
Potrei dire che l'acqua è guarigione, rinascita, illuminazione spirituale. Tuttavia, sono solo parole.
Ti invito a farne esperienza, ecco cosa posso fare.
Come funziona?
Entriamo in acqua e non facciamo nulla.
Buon cammino, fratello e sorella.
Alessandro Cussino
