Siamo per mano, ricordalo.
INQUINAMENTO DEL PIANETA
L'ESTERNO RIFLETTE L'INTERNO
La spazzatura che vediamo accumularsi sul nostro pianeta, riflette quella interiore.
Marina Borruso
Se per un attimo provi a rilassare il brusio della mente e porti l’attenzione nel corpo scoprirai che esso è come una porta, una finestra che si apre verso l’infinito. In quel silenzio possiamo sentire ciò che ora ci sta chiamando. Senza giudicare per un attimo cosa è buono e giusto da cosa è male e sbagliato, rimaniamo in ascolto dello spazio interiore. È possibile che giunga a noi un richiamo del pianeta che ci sta ospitando. Essa richiama l’essere umano ad una presa di coscienza. Oceani,fiumi e il popolo marino stanno lanciando un appello importante per tutti noi.
“Cosa state facendo?”
Non lasciare che la risposta giunga dalla mente che, come avrai notato, tende a reagire attraverso la colpa e il dolore/l'attacco e la difesa. Permetti invece che sia il corpo a parlare dalla sensazione fisica che emerge. Sii semplice osservatore di ciò che emerge. Da quella sensazione puoi trovare la risposta. Non si tratta di giusto o sbagliato ma di un fatto da portare in equilibrio o meglio dire, permettere che l’equilibrio avvenga.
Da questa presa di responsabilità possiamo costruire una umanità che si prende cura del pianeta invece di intossicarlo.
Quale è l’origine di questa intossicazione? Essa nasce da uno spazio interiore dimenticato, occupato da tensioni emotive, abbandonato nel buio. Dedicarsi totalmente al di fuori significa voler modificare il riflesso dello specchio invece di cambiare colui che gli sta davanti. È ancora così tutto confuso per la nostra cultura che parlare di una vita serena e permeata di gioia sembra un miraggio quasi impossibile; per questo creiamo specchi da rincorrere, nella speranza di trovare in loro quella luce che in realtà già siamo.
Occorre fiducia in questo percorso. La vera fede.
Osserva la creazione, la bellezza e l’equilibrio che ruota intorno a noi; osserva la luce che illumina un fiocco di neve o un cristallo d’acqua. Parlano di una Madre amorevole che è all’origine di ogni cosa manifesta. Quella stessa bellezza ha creato anche l’essere umano e ci ha dato in dono un cuore, una mente, per creare e innamorarsi. Il miracolo è già qua, è già realizzato e non occorre cercare più nulla se non imparare a viverlo. La via spirituale è un viaggio per imparare a vivere e aprire le serrature delle nostre finestre interiori.
In ogni piccola parte dell’universo, ogni briciola contiene il segreto della totalità e là dove spesso diamo per scontato e non andiamo a guardare, si nasconde l’opportunità di divenire parte di questo mistero. Lascia che il corpo ti parli attraverso le sensazioni e gli stati d’animo senza abbandonarlo continuamente. Coltiva l’abitudine di essere vivo cioè presente nei movimenti e nelle azioni, nelle parole. Anima pienamente la vita praticando la consapevolezza di esistere. Offri a te stesso o a te stessa uno spazio di non-fare, imparando ad accogliere ciò che dal tuo spazio interiore emerge.
Da li noterai che le “finestre interiori” si apriranno ad una luce che accende un ricordo lontano, qualcosa al quale hai serrato le porte un tempo in cui non capivi e ti sentivi perduto e tradito. Durante La Via scopriamo che non è vero. Nulla è perduto e tutto ha un senso. È parte di un disegno che forse adesso non comprendi ma che si aprirà dinnanzi ai tuoi passi non appena sceglierai di camminare il sentiero. Ora è tempo che l’umanità torni sui suoi passi e che lasci cadere dietro di sé le ombre del passato e le ragnatele dinnanzi agli occhi per sciogliere quell’incantesimo di dolore e sofferenza. È tempo di luce.
IL CIRCOLO CHE RIGENERA E NUTRE
L’acqua con la quale ci laviamo e dissetiamo i nostri corpi è la stessa che nutriva i dinosauri e nella quale si immergevano i nostri predecessori migliaia e migliaia di anni fa. Il suo è un circolo antico animato dalla forza vitale.
Dagli oceani essa evapora fino al cielo per poi discendere e nutrire la terra e gli esseri che la abitano. Durante questo percorso l’acqua nutre e dona la vita ma rigenera anche se stessa.
Il suo è un dare e ricevere continuo e il cambiare di stato (congelato, liquido, vapore) racconta simbolicamente della nostra avventura su questo piano materiale.
Per continuare con l'allegoria dell'acqua notiamo che l'essere umano è come congelato dentro ad una idea di sé, l’energia vitale si è contratta e densa come per creare uno scudo protettivo che ci separa dal mondo esterno.
Quello che sta accadendo dentro molti esseri umani è il percorso di disgelo.
L’ INQUINAMENTO ESTERIORE
Isole di plastica
Nel mondo, ad oggi, si contano sette isole di plastica e sono il frutto degli 8 milioni di tonnellate di rifiuti (stima più recente) che invadono le acque di mari e oceani. In pratica, sono discariche galleggianti di detriti che rimangono intrappolati in vortici acquatici. Proseguendo in questo modo si stima che entro il 2040 la plastica sarà triplicata.
In Italia sta sorgendo un’isola di spazzatura tra l’Elba e la Corsica proprio in un luogo che è ricco di cetacei.
La prima volta che venni a conoscenza di questa follia che tutti quanti più o meno abbiamo contribuito a generare, avevo da pochi anni iniziato il percorso in acqua AWA. Nonostante fossi all'interno di una piscina e stessi ricevendo una sessione di meditazione, apparve la presenza di un delfino. Vidi innanzi tutto gli occhi. Erano così onesti e sinceri che qualcosa dentro di me si arrese spontaneamente. Una parte della mia coscienza si ritrovò così in mare aperto insieme al branco e potevo percepire la vitalità e lo stato di presenza di questi esseri così affini alla mia essenza. Mi condussero lontano dalla costa e poi ci fermammo in un luogo; potevo percepire la forza del branco insieme alla gioia di stare insieme.
In quel momento una frase giunse alla mia mente: - Lo vedi in che stato è l'oceano! -
Ebbi così la percezione di tonnellate di rifiuti e microplastiche gettate in mare e di come la voce dell'acqua si esprimesse attraverso i suoi abitanti.
Una voce comune che chiama l'essere umano ad una rapida ed immediata presa di responsabilità.
Quel giorno sperimentai l’insegnamento più importante che mi accompagnò da allora: nonostante potevo vedere e sentire quell'enorme disastro generato dalla follia di un popolo perso, eravamo privi di emozioni di collera, rabbia o risentimento. C'era il fatto, punto. Tutto accadeva nell’adesso. Non vi erano buoni o cattivi, ma un movimento della vita. Per la prima volta non venivo trascinato dalla tristezza e dalla mia solita maniera di fare drammatica.
Tutto quanto non aveva turbato quella dimensione che grazie all’unione con loro stavo sperimentando. Quell’ amore vero era permanente. C'era il fatto e la presa di consapevolezza. Da quella dimensione il movimento verso l'equilibrio nasce spontaneo, non perchè sia giusto o sbagliato ma perchè è naturale.
I giorni seguenti ero titubante nello scegliere di fondare una associazione per la pulizia degli oceani. Trascorse alcune settimane sentivo emergere la vecchia abitudine drammatica di voler lottare per cambiare le cose e di prendere decisioni dettate dalle emozioni piuttosto che dallo spirito.
Tuttavia, scelsi di continuare a praticare in silenzio senza prendere decisioni affrettate permettendo così alla provvidenza di mostrarmi e aprirmi gentilmente la strada verso il mio proposito.
LA MEMORIA DELL’ACQUA
Alcuni ricercatori e scienziati tra i quali il più famoso Masaru Emoto, hanno dimostrato attraverso i loro esperimenti come l’acqua trattenga le memorie. Ad esempio, attraverso i cristalli d’acqua è possibile vedere le diverse forme che prendono a seconda delle parole che gli sono state rivolte oppure della musica che gli è stata messa accanto.
Questa breve parentesi serve per comprendere insieme quanto i nostri comportamenti e i nostri pensieri influiscano sul nostro corpo che è composto del 70% di acqua. Non sono sufficienti però le parole di gratitudine o forzare stati d’animo sereni, occorre prima sciogliere le densità che emanano in continuazione vibrazioni basse e disarmoniose. Esse creano come un effetto boomerang che ci rimanda indietro ciò che pensiamo e mettiamo in azione inconsapevolmente. Una volta liberato un piccolo o grande spazio di luce dentro di noi sarà importante costudirlo ed essere presenti per avventurarci in una maggiore profondità.
ACQUA & PURIFICAZIONE
Quando siamo venuti al mondo abbiamo ereditato non solo i tratti esterni, debiti / crediti e nomi di qualche parente defunto, ma anche le memorie di sofferenza di chi ci ha preceduto. Inoltre, abbiamo nutrito queste memorie attraverso le nostre azioni accrescendole e aumentando un fardello che è diventato insostenibile per l’umanità intera. Inizialmente è più semplice notarlo negli altri questo peso ma col tempo cominceremo a sentirlo dentro di noi l’unico luogo nel quale possiamo veramente prenderne responsabilità e avviare il processo di purificazione.
Ciò che accade durante la meditazione in acqua è una cosa così semplice e antica quanto dimenticata dalla nostra cultura, cioè che l’acqua purifica le nostre memorie quando ci immergiamo all’interno dicendole SI. Questo accade perché questo prezioso elemento trattiene le memorie comunicando con l’acqua interiore, proprio come hanno sostenuto questi ricercatori, ma anche le rigenera attraverso il suo percorso di risalita e discesa sulla terra.
Questo ciclo non è soltanto biologico ma “lavora” su più livelli del nostro essere.
È capitato a tutti di fare una doccia o un bagno caldo e vedere lavare via oltre che polvere e sudore anche la stanchezza della giornata. In un certo senso l’acqua pulisce gratuitamente il corpo energetico solo che pochi se ne rendono conto di ciò che sta accadendo perché non sono veramente lì sotto la doccia o immersi nella vasca; sono persi nei meandri della mente, nel futuro o nei loro problemi. Possiamo immaginare quali memorie stiamo imprimendo dentro di noi e quale futuro stiamo realizzando attraverso questi pensieri catastrofici che temono la perdita e l’abbandono in tutte le sue forme.
Se viviamo quel momento da uno stato meditativo e siamo così presenti nel corpo e distaccati dai pensieri, possiamo permettere all’acqua di sanare. È questo che facciamo durante le meditazioni; quasi nessun movimento del corpo, pressione o manipolazione, permettiamo all’acqua di fare. Permettere significa essere presenti e lasciare scivolare via eventuali sensazioni fisiche che emergono o groppi emotivi, senza fuggire o diventare quella sensazione. Come ci ha insegnato Marina Borruso: ognuno di noi come può.
La nostra avventura nella materia è una storia d'amore bellissima; non è una guerra contro un nemico invincibile. Quest'ultima è la via dell'egoismo.
Quello dell’acqua è un percorso di sessioni che viene integrato con pratiche all’asciutto e lezioni sul mondo energetico.
Questa epoca chiama tutti noi a spostare l’attenzione dal riflesso a ciò che sta davanti allo specchio, dunque, a portare la nostra attenzione sul corpo e sull’inquinamento interiore.
Tutto l’inquinamento che vediamo all’esterno riflette uno spazio interiore dell’essere umano da pulire e rigenerare. Pulire il fuori è certamente utile ma se non viene fatto insieme ad una purificazione interiore niente potrà cambiare veramente.
LIBERARE ENERGIA ARMONIOSA
Il trapasso da uno stato di coscienza ad un altro richiede l’abbandono delle abitudini e personalità primitive che abbiamo nutrito e ospitato in “casa nostra”. Ogni volta che la nostra attenzione si stacca dal nutrire i condizionamenti, le abitudini, la lamentela e il giudizio, vedremo emergere uno spazio vuoto dentro di noi. Quello spazio ora pieno di pensieri inutili, ansia e timori, può tornare a diventare la casa della consapevolezza. Svuotarlo significa anche scegliere di cambiare molte cose nel mondo esterno che nutrono abitudini e condizionamenti.
Ogni stato d’animo lo puoi sentire fisicamente.
Fai pratica con il vento…. Esso non lo puoi vedere ma lo puoi sentire quando soffia sulla tua pelle. È invisibile ma ha una forza tale che può ribaltare automobili e scoperchiare i tetti delle case. Oppure può essere una carezza gentile che rinfresca la nostra pelle nelle calde giornate estive. Gli elementi ci insegnano cosa significa essere connessi alla forza vitale.
Ora fai questa esperienza con le tensioni emotive, l’ansia, la depressione… ecc….
Non partire con l’abitudine della nostra cultura che vuole tutto e subito e che si annoia dopo qualche settimana. Il processo di trasformazione richiede tempo e cura proprio come costruire un tempio solido e robusto; non può essere realizzato rapidamente senza la cura amorevole e l’intenzione ferma nel presente. Non si tratta quindi di togliersi di dosso ciò che consideriamo negativo o di superare o affrontare un nemico, ma di immergersi nella vita, nella sua totalità e scoprire il suo più profondo segreto. Le personalità guidate da una mente condizionata dalla paura e disconnessa alla forza vitale, ci guidano in azioni che confermano quella separazione.
È curioso osservare come ci sia una volontà nel costruire un futuro di macchine e robot che sostituiscano l’essere umano e di come questo riflette la nostra condizione personale di questo momento. Quando pratichiamo la presenza rimaniamo stupiti di vederci come macchine che rispondono ad impulsi emotivi, sesso, soldi, conferma della personalità ma anche di come questa assenza della nostra coscienza sia la matrice della sofferenza e della morte che ci portiamo appresso.
Bere dalla fonte dell’eternità, ritrovare la sorgente della vita è il fine di un percorso per chi sceglie di abbandonare ciò che crede di essere permettendo alla nostra natura originale di illuminare e farsi spazio tra l’oscurità che permea il nostro spazio interiore.
Ci stiamo purtroppo avviando in un tempo di conflitto. L’anima è quasi del tutto spenta in ogni azione e in ogni nostro respiro. Illuminare quella luce e permettere ad essa di splendere nella materia è il nostro compito, la nostra avventura.
Occorre però scegliere in ogni momento poiché il percorso è tanto glorioso quanto stretto.
Costruire un corpo di luce e permettere all’anima di manifestarsi cosciente nella materia significa vivere una vita serena e in comunione col divino. Vuol dire creare una umanità nella fratellanza e nella gioia di essere insieme.
Lascia che sia il corpo a indicarti la via, permetti che la vita quotidiana faccia emergere in te sensazioni alle quali hai quasi sempre risposto meccanicamente o sei fuggito/a nella rabbia o nella repressione che nutre il rimuginamento dei pensieri e della sofferenza. Attraverso la pratica e la meditazione scoprirai, dentro di te, un antico e infinito universo per adesso chiuso e contratto. Come se le nostre finestre fossero serrate e congelate da un lungo inverno.
La buona notizia è che quell’inverno può lasciare spazio ad una rigogliosa primavera per tutti coloro che scelgono di andargli incontro. I passi da fare sono però verso l’interno, non verso l’esterno. Lascia da parte i desideri, il voler accumulare la brama di successo e avvicinati all’unico grande tesoro che è dentro ognuno di noi. Prova piuttosto a chiedere aiuto in maniera umile e di scegliere la via della spoliazione così che tu possa metterti a nudo di fronte a te stesso/a. Lascia che la luce dell’anima possa accompagnarti verso il trapasso da uno stato di coscienza di morte ad uno vivo e splendente.
La prova del nove di tutti i percorsi è proprio questa. Quanto gli avvenimenti esteriori condizionano ancora il nostro stato d’animo. L’espansione alla nuova consapevolezza non dipende dalle visioni che abbiamo, o tante altre cose affascinanti che possono diventare conseguenze di un cammino, ma da quanto riusciamo a stare nel nostro spazio si serenità senza essere trascinati dalle tempeste e correnti di questo stato di coscienza. Stare con quello che c’è senza sperare in continuazione qualcosa che prima o poi ci renda felici. Soltanto quando abbiamo liberato questo spazio la vita ci userà per manifestare qualcosa di concreto là fuori altrimenti le nostre azioni saranno guidate dal rancore o da un trauma passato e questo inevitabilmente ricrea il mondo vecchio.
Il segreto di un percorso onesto che ci guida nell’adesso, è quello di creare energia armoniosa.
È come un compito da fare con disciplina e buona intenzione.
IL PRINCIPIO DI SCONGELAMENTO
Quando accade questo processo, la percezione che viviamo è proprio quella di sentirsi congelati, contratti, chiusi alla vita. Si percepisce da qualche parte una immensità, un oceano, tuttavia, non si riesce ad afferrare, a realizzare questo desiderio.
Questo accade perché siamo identificati con una mente che non potrà mai trovare quello stato.
Identificati nella dimensione mentale viviamo i nostri giorni da una errata percezione, cerchiamo quell’immenso nel fare quotidiano. Una grande storia d’amore, una grande azienda, una carriera formidabile; l’oro, le ricchezze e i diamanti simboleggiano ciò che abbiamo dentro per questo molti si sentono al sicuro con il conto in banca pieno. Ma è una illusione che genera e accumula sofferenza. Non importa se per realizzare quell’obbiettivo uccidiamo la natura e i nostri fratelli, ciò che importa è colmare in qualsiasi modo quel disperato bisogno di amore. Questo può condurci in nevrosi, ossessioni e malattie.
Lasciati accompagnare in quel luogo che ho ritrovato. È qui. Non devi andare da nessuna parte per ritrovarlo, lo hai già. Occorre staccare le unghie dallo scoglio e lasciarsi portare dalla corrente della vita. Essa ci trasporta in quell’oceano.
Può accadere durante La Via di vedere affiorare dentro di sé una sofferenza che era sempre rimasta nascosta; come un vaso di pandora che si apre all’improvviso. In realtà scopriamo che essa era sempre stata li, ma abbiamo fatto di tutto per non vederla. Non sono l’avvenimento, l’acqua o la fobia la causa della nostra paura ma esse risvegliano ciò che già era in noi. Accade una cosa molto bella che poi è il ruolo autentico della sofferenza nella nostra vita: molliamo le unghie dallo scoglio e smettiamo di fuggire. Prima o poi ci arrendiamo, siamo così stufi che scegliamo di amare e di stare con quello che c’è. Nota bene, non si tratta di apatia o di passività, tutt’altro. Si tratta di tornare ad essere padroni in casa nostra.
Abbiamo vissuto il copione della menzogna per troppe volte; fuggire dalla sofferenza magari tuffandosi in una relazione dopo l’altra senza integrare l’abbandono che quella precedente aveva fatto emergere farà si che intorno a noi vedremo arrivare la stessa “qualità” di persone se non peggiore. Ugualmente accade con la relazione col denaro e con la maniera in cui manifestiamo.
La nostra frequenza risuona con quelle simili fino a quando non scegliamo di ripulire il nostro spazio interiore e liberarlo dai groppi emotivi e memorie dense.
Buon cammino, fratello e sorella.

